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"Olismo" e "Quantismo".

 

Ho assistito impotente in questi anni allo svuotamento del termine “Olistico”. Un concetto questo importante, soprattutto in Terapia, semplificabile nel motto “Il tutto è superiore alla semplice somma delle singole parti” o per dirla con Ippocrate “Non è possibile conoscere la natura del corpo umano senza conoscere la natura del Tutto”. Ciò costituisce una importante alternativa al riferimento seguito nella Medicina Occidentale contemporanea, profondamente riduzionistica nella sua espressione.

Ma appunto ormai da anni sono diventate “olistiche” le cose più improponibili, dai prodotti industriali all’arredamento, per non parlare poi di troppe terapie “alternative”, per quanto lontane esse risultino nella loro espressione dal concetto etimologico originario.

Sto notando in questi ultimi anni la stessa tendenza con il termine “Quantico” o anche “Quantistico”. E qui devo fare una premessa doverosa.

Ho avuto il privilegio di laurearmi a pieni voti in Fisica presso l’Università di Trieste, e di perfezionarmi successivamente presso il prestigioso International Centre for Theoretical Physics di Miramare, allora ancora diretto dal suo fondatore, il Premio Nobel Abdus Salam (1926 – 1996). Ho inoltre avuto la fortuna di apprendere direttamente la Meccanica Quantistica da Giancarlo Ghirardi, Professore Emerito di Fisica presso l’Università di Trieste, uno dei massimi esperti mondiali della disciplina, nonché autore della Teoria GRW (Ghirardi-Rimini-Weber), a tutt’oggi una delle teorie di maggior successo nell’interpretazione della Meccanica Quantistica. Proprio con lui ho avuto l’opportunità di discutere direttamente la mia tesi di ricerca.

Tale premessa mi pare d’obbligo al momento in cui cito due miei “eroi” scientifici personali: Albert Einstein (1879 - 1955) e Richard Feynman (1918 – 1988), entrambi Premi Nobel per la Fisica proprio per i loro contributi alla Meccanica Quantistica.

Einstein (che una sciocca e antistorica divulgazione vorrebbe quasi “antagonista” alle idee della Meccanica Quantistica) disse in più occasioni che nella sua vita aveva dedicato più tempo e impegno alla ricerca nell’ambito quantistico rispetto a qualsiasi altro tema, Relatività compresa, con il risultato alla fine di non capirci comunque nulla (! ...).

Feynman non si allontanò un gran che da tale asserzione. Giustamente acclamato come uno dei massimi esperti della Meccanica Quantistica, a cui contribuì con lavori profondamente innovativi, affermò che la Meccanica Quantistica era sempre rimasta per lui un mistero.

Due menti fra le più geniali dell’ultimo secolo che non comprendono la Meccanica Quantistica, ma che acquisiscono comunque pienamente l’obiettivo socratico: avere chiarezza del loro non sapere!

Tale premessa risultava d’obbligo al momento in cui passo a considerare quanto rapidamente negli ultimi anni il termine “Quantico” o “Quantistico” abbia sostituito l’ormai logoro termine “Olistico” nel descrivere sempre più discipline “innovative”.

La Meccanica Quantistica, ben più della Teoria della Relatività, porta lo studioso attento al di là dei limiti del senso della comprensione umana, conducendolo a implicazioni e risultanze che quando effettivamente recepite determinano un rifiuto quasi corporeo di tali possibilità.

Ebbene, in contrasto a quanto sopra riportato, sembrerebbe in questi ultimi anni che TUTTI siano diventati esperti della Meccanica Quantistica. Il termine “Olistico”, che prima adornava discutibili temi e discipline, appare oggi risorto con l’aggiornamento a “Quantico” e “Quantistico”. Personalmente trovo terribile questo non sapere di non sapere, a differenza dei luminosi esempi citati prima.

Come in altre situazioni simili, aspetti che continuano a costituire una sfida per i più geniali fisici contemporanei vengono convertiti in un “modello divulgativo” che ne snatura l’essenza e ne rimuove ogni rischiosità intellettuale. In tale forma distorta e addomesticata possono poi essere condivisi da chiunque, per imparare così che per Einstein la realtà è “relativa”, e per la Meccanica Quantistica essa è invece “casuale”!...

Tale leggerezza, apparentemente così di moda, non depone affatto per quel che mi riguarda a favore della competenza di tali interventi. Va da sé che avendo la Meccanica Quantistica lo scopo di descrivere la realtà, ogni cosa (compresi noi stessi) costituisce inevitabilmente un “sistema quantistico”, ed anche i processi alla base della nostra esistenza non possono che seguire tale tipo di riferimento. Ma questo non può giustificare il tentativo di rendere un intervento più accattivante e alla moda aggiungendoci semplicemente il termine “Quantistico”, soprattutto quando poi vi si ritrova all’interno nulla più delle distorsioni addomesticate e lontane dalla realtà originaria che proprio in tale forma vengono poi propinate come scientifiche. La realtà, prima ancora della Meccanica Quantistica, merita ben di più. E a maggior ragione lo merita la Terapia.

Mi permetto quindi di raccomandare a tutte le persone interessate all’argomento originario, e non a sue distorsioni alla moda, un ottimo testo divulgativo scritto qualche anno fa proprio da Giancarlo Ghirardi: “Un'occhiata alle carte di Dio” (Il Saggiatore, Milano). È possibile che leggendo tale piccolo libro, scritto per tutti da uno dei massimi conoscitori dell’argomento, non ogni passaggio risulti così comprensibile, ma ciò perlomeno accompagnerà in questi casi a sapere di non sapere: un risultato ammirevole e coraggioso, che aprirà la propria mente e il proprio cuore al mistero che ci circonda sempre.

 

Dr. Diego Vellam

Accademia di Kinesiologia

Milano, gennaio 2018

 

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