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        Alma Ata Conference Paper, giugno 2004

 

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Alma Ata Conference Paper

 

Comunicazione corporea profonda per un benessere ottimale:

Cyberkinetics e le Nuove Frontiere della Kinesiologia.

 

Ormai da più di quarant'anni la Kinesiologia sta offrendo al mondo una modalità di approccio comunicativo rivolto al benessere e alla guarigione che non trova alcuna corrispondenza diretta in altre pratiche terapeutiche precedenti od anche attuali.

L'unicità del contributo della Kinesiologia si evidenzia nel suo strumento di elezione, il Test Muscolare Kinesiologico. Esso consente ad un operatore preparato di rilevare attraverso una semplice verifica manuale informazioni essenziali riguardo al disagio mantenuto dalla persona e al percorso più appropriato per la sua risoluzione.

Ciò che l'operatore rileva in questo modo è una variazione netta nel tono muscolare di muscoli o gruppi muscolari specifici sottoposti al test. Riesce in questo modo ad essere stabilita una modalità di comunicazione nuova, che consente alla persona di esprimere in maniera diretta le informazioni attinenti alle sue esigenze profonde presenti a livello inconscio, ed anche di accedere a quelle risorse organizzative della sua sfera non conscia, che risultano vitali per un riequilibrio profondo del disagio considerato.

Il Test Muscolare Kinesiologico è basato su un tipo di risposta totalmente fisiologica del corpo umano, che si manifesta attraverso il muscolo prescelto e che fa fondamentalmente capo ad una reazione del sistema nervoso della persona stessa. Sono proprio le innumerevoli connessioni che il sistema nervoso mantiene con le differenti componenti strutturali, organiche, mentali ed energetiche della persona stessa che spiegano l'enorme ampiezza dei campi di applicazione che tale modalità di comunicazione terapeutica, il Test Muscolare Kinesiologico appunto, ha saputo coprire in ambito clinico nel corso di questi quarant'anni.

L'evoluzione all'interno della disciplina è stata comunque molto rapida, diversificata, e profonda. Uno dei primissimi risultati ottenuti è stata la comprensione che muscoli differenti, quando utilizzati quali 'indicatori' in tale processo di comunicazione, consentono di recepire ciascuno un quadro simile, in cui vengono però di volta in volta evidenziati dei dettagli specifici, differenti a seconda del muscolo prescelto. Questo ha portato allo sviluppo di modalità specifiche di posizionamento e spinta dinamica per poter isolare e testare al meglio le diverse centinaia di muscoli scheletrici presenti nel corpo umano. Sviluppi successivi hanno poi fornito gli strumenti operativi per poter testare anche muscoli in precedenza 'non testabili', quali ad esempio i muscoli dell'occhio e del cristallino stesso.

Dall'altra parte, la modalità di esecuzione del Test Muscolare Kinesiologico, a prescindere dal muscolo su cui si applica, ha vissuto una intensa e notevole evoluzione. Agli inizi si portava il muscolo in uno stato di contrazione, e da lì l'operatore cercava di portarlo in estensione attraverso la sua propria spinta. Ci sono voluti anni per comprendere che non la forza muscolare, bensì la risposta nervosa manifestata dal muscolo era la chiave per tale tipo di comunicazione.

A tale semplice tipo di test 'in contrazione' se ne sono poi aggiunti altri, che hanno cercato di coinvolgere più direttamente altre relazioni mantenute dal muscolo testato, ad esempio con i suoi antagonisti o con altri muscoli coinvolti in processi come quello dell'andatura, o in reazioni muscolari volontarie e involontarie, e via dicendo. Ciò ha permesso di ampliare sempre di più la gamma di informazioni terapeutiche a cui tale Test Muscolare Kinesiologico consente l'accesso.

È stato però al volgere del 2000 che una svolta paradigmatica ha avuto luogo nella disciplina, con conseguenze fondamentali per quel che attiene la esecuzione del Test Muscolare Kinesiologico.

Va infatti considerato che sino a quel momento tutte le differenti modalità di esecuzione del Test Muscolare Kinesiologico, indipendentemente dal muscolo utilizzato, erano solamente a due stati. La risposta al test poteva essere solamente carica o scarica, bianca o nera, senza alcuna 'sfumatura di grigio' per rendere questa descrizione più vicina alla realtà. Attorno al 2000 però Alan Sales, un Ricercatore e Kinesiologo inglese, sviluppa e diffonde il Test Muscolare Analogico, primo tassello di quella straordinaria e innovativa branca della Kinesiologia a cui darà poi il nome di Cyberkinetics.

Nel Test Muscolare Analogico la risposta non si manifesta più attraverso due soli stati possibili, bensì nella ricchezza virtualmente infinita di sfumature di una gamma analogica di risposte, che riflettono direttamente in maniera ponderata le indicazioni espresse dal sistema individuale della persona.

Se ciò risulta già notevole, e rappresenta una innovazione totale rispetto al modo in cui la Kinesiologia è stata svolta in questi primi quarant'anni, molto più notevole è la qualità della risposta offerta da tale tipo di Test Muscolare Kinesiologico: il Test Analogico rappresenta operativamente un vero e proprio salto quantico, un passaggio contestuale da un sistema lineare ad una sola dimensione ad un sistema multidimensionale che contiene al suo interno anche il precedente. Fin dagli inizi della sua applicazione risultò infatti chiaro che il Test Analogico consente di accedere alle informazioni ottenibili con i Test Muscolari Kinesiologici usuali, ma anche ad altre informazioni che con essi risultano del tutto insondabili.

Come già detto il Test Muscolare Analogico, pur nella sua rilevanza centrale per tutta la Kinesiologia, rappresenta solamente un tassello di quella disciplina ampia e affascinante che Alan Sales ha denominato Cyberkinetics. Tale nome vuole rappresentare la fusione di due differenti discipline: la Cibernetica e la Kinesiologia. Si intende forse con ciò una applicazione della Kinesiologia ai computer? Una riduzione dell'essere umano a pura macchina elettronica? Assolutamente nulla di tutto questo.

Uno dei più grossi problemi della Kinesiologia è da sempre la apparente semplicità di utilizzo del suo Test Muscolare Kinesiologico. Ciò fa sì che operatori poco avveduti usino in maniera inappropriata tale test per voler recepire informazioni con modalità incongrue e inaffidabili, che il Test Muscolare Kinesiologico classico con il suo riscontro a due stati, Sì / No, non è comunque in grado di rifiutare. Infatti qualsiasi sua risposta, per quanto casuale e irrilevante, verrà da essi sempre interpretata come valida in assoluto.

Il linguaggio del Test Muscolare Kinesiologico e il linguaggio verbale mantenuto dall'operatore e dal paziente utilizzano però codici totalmente differenti, e ciò costituisce un aspetto cruciale che sinora si è perlopiù preferito ignorare in Kinesiologia, continuando a forzare l'utilizzo del Test Muscolare Kinesiologico attraverso modalità che fanno fondamentalmente riferimento al linguaggio verbale dell'operatore.

Alan Sales è un personaggio di un tale candore intellettuale da non potere assolutamente continuare a ignorare semplicemente il problema, accontentandosi dei risultati comunque sin qui ottenuti. Per affrontare dunque con coraggio e determinazione tale aspetto centrale della comunicazione kinesiologica si è rivolto allora alle risorse delle disciplina cibernetica, sfruttando così anche la sua precedente esperienza in Ingegneria dei Sistemi.

Va detto che la Cibernetica oggi è comunemente associata ai computer, ma di per sé lo scopo di questa disciplina è lo studio dei meccanismi di controllo e comunicazione nei sistemi, sia che si tratti di sistemi biologici come l'uomo, che di sistemi elettronici come il computer. E i meccanismi di controllo e comunicazione sono proprio quelli che consentono di mantenere l'omeostasi, ovvero lo stato di benessere, nell'individuo.

Proprio la Cibernetica ha potuto allora offrire ad Alan Sales gli strumenti per avvicinarsi con sensibilità ed umiltà alle modalità di comunicazione proprie del sistema corporeo, da lui sviluppate attraverso protocolli dinamici ed innovativi, di grande semplicità e di enorme efficacia, che si basano anche su ulteriori modalità di Test Muscolare Kinesiologico, da lui scoperte successivamente a quella Analogica.

Se parliamo dunque di benessere, gli strumenti originali e innovativi introdotti nel panorama della Kinesiologia e delle Arti Terapeutiche in generale attraverso la Cyberkinetics hanno consentito di estendere il concetto di benessere personale, apportando nuova luce sui processi che sottendono l'equilibrio naturale dell'individuo nelle sue differenti realtà e componenti fisiche, nutrizionali, mentali, emotive, energetiche, e spirituali.

Proprio nell'ambito spirituale la ricerca di Alan Sales ha apportato recentemente dei contributi di grande interesse. Molti dei processi espressi negli stati di salute e malattia personale sono infatti riconducibili con evidenza, attraverso i nuovi strumenti introdotti in Cyberkinetics, ad una costante dialettica fra una parte luminosa ed una parte oscura della persona, entrambe sempre presenti ed entrambe di per sé essenziali, dalla cui reciproca relazione scaturisce ciò che viene ad essere la vita individuale della persona, nella sua salute e nella sua malattia.

Può apparire curioso che una disciplina con un approccio così scientifico come Cyberkinetics giunga a considerazioni che, nel suo operare tecnico, sembrano ricalcare maggiormente i discorsi dei mistici o dei visionari piuttosto che l'approccio asciutto e rigoroso che l'ambito terapeutico sembra a volte imporre. Ma proprio per questo risulta tanto più significativo che una disciplina così pragmatica nel suo operare sottolinei una volta di più che l'ambito essenziale in cui la vita, il benessere, la guarigione di ogni essere umano si svolge è, oggi come sempre, l'ambito spirituale.

 

Dr. Diego Vellam

Accademia di Kinesiologia - Italy

 

 

 

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